Accesso civico

Contenuti principali della pagina

Pagina in aggiornamento

Accesso civico

Secondo quanto previsto dall'art. 5 del d.lgs. n. 33/2013, l'accesso civico è il diritto di chiunque di richiedere la pubblicazione di documenti, informazioni o dati per i quali sussistono specifici obblighi di trasparenza, nei casi in cui sia stata omessa la loro pubblicazione.

Pertanto, l'accesso civico si configura come rimedio alla mancata pubblicazione, obbligatoria per legge, di documenti, informazioni o dati sul sito istituzionale.

Chiunque può esercitare l'accesso civico. Infatti, la richiesta di accesso civico non è sottoposta ad alcuna limitazione quanto alla legittimazione soggettiva del richiedente, non deve essere motivata, è gratuita.
La domanda di accesso civico si presenta al Responsabile della trasparenza, Dott. Vittorio Sopetto.
L'amministrazione, entro trenta giorni, procede alla pubblicazione nel sito del documento, dell'informazione o del dato richiesto e lo trasmette contestualmente al richiedente, ovvero comunica al medesimo l'avvenuta pubblicazione, indicando il collegamento ipertestuale a quanto richiesto.

Se il documento, l'informazione o il dato richiesti risultano già pubblicati nel rispetto della normativa vigente, l'amministrazione indica al richiedente il relativo collegamento ipertestuale.


Potere sostitutivo

Qualora  il Responsabile della trasparenza non dia seguito alla richiesta, il potere sostitutivo è attribuito alla Dott.ssa Marina Cardona.

I recapiti sono:

Via Madama Cristina, 83
10126 Torino
Tel. 011 6531111
direzione.presidenza@cert.edisu.piemonte.it 


Accesso generalizzato

Il decreto legislativo 25 maggio 2016, n. 97, di modifica del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, ha introdotto l’istituto dell’accesso civico “generalizzato”, che attribuisce a “chiunque” il “diritto di accedere ai dati e ai documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni, ulteriori rispetto a quelli oggetto di pubblicazione (…), nel rispetto dei limiti relativi alla tutela di interessi giuridicamente rilevanti secondo quanto previsto dall’articolo 5-bis” (art. 5, c. 2, d.lgs. n. 33/2013).

Chi può richiederlo

Il diritto di accesso generalizzato spetta a “chiunque”, a prescindere dalla qualità o condizione (ad esempio, di cittadino o residente) del richiedente e la domanda “non richiede motivazione” (v. anche Linee guida A.N.AC., Allegato, § 3).

Se in linea di principio l’identificazione del richiedente non è necessaria ai fini dell’esercizio del diritto di accesso, l’identificazione del richiedente è condizione di ricevibilità della richiesta.

Pertanto in caso di richiesta anonima o da parte di un soggetto la cui identità sia incerta, questa amministrazione deve comunicare al richiedente la necessità di identificarsi in uno dei modi indicati per la presentazione della istanza.

Modalità di presentazione della domanda

L’istanza può essere presentata in uno dei seguenti modi:

  • per via telematica secondo le modalità previste dal decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 (…). L’istanza è considerata valida ed equivalente alla domanda sottoscritta con firma autografa apposta in presenza del dipendente addetto al procedimento (a mano), nei seguenti casi:
  1. se sono sottoscritte e presentate insieme alla copia del documento d'identità e se a domanda di accesso è inviata da un indirizzo di posta elettronica certificata o non certificata; - se nel messaggio di posta elettronica sia indicato il nome del richiedente (senza necessità di sottoscrizione autografa); - se è allegata al messaggio una copia del documento di identità del richiedente;
  2. se è trasmessa dal richiedente dalla propria casella di posta elettronica certificata;
  3. se è sottoscritta con firma digitale;
  4. se il richiedente è identificato con il sistema pubblico di identità digitale (SPID) o la carta di identità elettronica o la carta nazionale dei servizi.
  • con altre modalità come via fax o a mano, ai sensi dell’art. 38 d.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445.

 

La richiesta va indirizzata ai seguenti contatti:

Le richieste verranno prese in carico dal seguente ufficio: Promozione della sicurezza, dell'integrità e della trasparenza - Dott.ssa Nicoletta Calderaro

Qualora la domanda di accesso provenga da giornalisti e organi di stampa o da organizzazioni non governative, cioè da soggetti riconducibili alla categoria dei “social watchdogs” l’amministrazione verifica la la veridicità e la attualità dei dati e dei documenti rilasciati, per evitare che il dibattito pubblico si fondi su informazioni non affidabili o non aggiornate.

Modulistica standard

  • domanda di accesso generalizzato
  • domanda di riesame

In ogni caso, l’uso di un formato o modulo diverso da quello reso disponibile online sul sito istituzionale dell’amministrazione non può comportare l’inammissibilità o il rifiuto della richiesta.

L’amministrazione procederà al rilascio di una ricevuta che attesti l'avvenuta presentazione della richiesta e indichi il numero di protocollo assegnato e il termine entro il quale l'amministrazione è tenuta a rispondere.

L’amministrazione inoltre potrà comunicare con il richiedente con le seguenti modalità:

  • chiedere a chi formula la richiesta di identificarsi, nel caso in cui non lo abbia fatto;
  • chiedere eventuali chiarimenti circa l’oggetto della richiesta o, in caso di manifesta irragionevolezza (supra, § 7, lett. d), una sua ridefinizione;
  • confermare che l’invio dei dati o documenti richiesti avverrà in formato digitale, salvo che una diversa modalità di trasmissione sia stata indicata dal richiedente e non risulti eccessivamente onerosa per l’amministrazione; ▪
  • indicare gli eventuali costi di riproduzione derivanti dalle diverse modalità di accesso, nel rispetto del criterio di effettività indicato dall’art. 5, c. 4, d.lgs. n. 33/2013.

 

Controinteressati

Per ciascuna domanda di accesso generalizzato, l’amministrazione ha il dovere di verificare l’eventuale esistenza di controinteressati intesi come tutti i soggetti (persone fisiche o giuridiche) che, anche se non indicati nel documento cui si vuole accedere, potrebbero vedere pregiudicati loro interessi coincidenti con quelli indicati dal comma 2 dell’art. 5-bis (protezione dei dati personali, libertà e segretezza della corrispondenza, interessi economici e commerciali, come chiarito nelle Linee guida A.N.AC., Allegato, § 9).

Al fine di identificare i controinteressati in modo corretto, l’amministrazione procede soltanto dopo un puntuale esame di tutti i dati e i documenti oggetto della domanda di accesso generalizzato.

Verificata la presenza di controinteressati, l’amministrazione deve comunicare la richiesta a costoro (art. 5, c. 5, d.lgs. n. 33/2013) concedendo un termine di dieci giorni per la presentazione di opposizione motivata, mediante invio di copia con raccomandata con avviso di ricevimento o per via telematica per coloro che abbiano consentito tale forma di comunicazione” (art. 5, c. 5, d.lgs. n. 33/2013; v. anche Linee guida A.N.AC., Allegato, § 9)

 

Opposizione all’accesso modalità

Conclusione del procedimento

Il procedimento si conclude nel termine di trenta (30) giorni dalla presentazione dell’istanza” (art. 5, c. 6, d.lgs. n. 33/2013) ovvero dalla data in cui la amministrazione riceve la domanda (diversa dalla data di acquisizione al protocollo), salva l’ipotesi di sospensione fino a dieci giorni nel caso di comunicazione della richiesta agli eventuali controinteressati.

L’amministrazione può procedere all’accoglimento della richiesta di accesso civico nonostante l’opposizione del controinteressato, avendo valutato la probabilità e serietà del danno agli interessi dei soggetti terzi che abbiano fatto opposizione e, dall’altro, la rilevanza dell’interesse conoscitivo della collettività (e, se esplicitato, del richiedente) che la richiesta mira a soddisfare.

In caso di accoglimento della richiesta di accesso nonostante l'opposizione del controinteressato, l'amministrazione è tenuta a darne comunicazione al controinteressato e al richiedente senza procedere alla contestuale trasmissione dei documenti a quest’ultimo.

Per consentire al controinteressato di attivare gli strumenti di tutela previsti contro il provvedimento di accoglimento della richiesta, i dati e documenti non possono essere inviati prima di quindici giorni dal ricevimento della comunicazione di accoglimento della domanda di accesso da parte del controinteressato (art. 5, c. 6, d.lgs. n. 33/2013; v. anche Linee guida A.N.AC., Allegato, § 12).

La comunicazione di accoglimento della richiesta di accesso contenga l’espressa precisazione che la trasmissione al richiedente dei dati o documenti avviene qualora, decorsi quindici giorni, non siano stati notificati all’amministrazione ricorsi o richieste di riesame sulla medesima domanda di accesso.

Il procedimento si conclude con un provvedimento espresso che viene comunicato entro il termine di conclusione del procedimento: non è ammesso il silenzio-diniego, né altra forma silenziosa di conclusione del procedimento.

L’amministrazione procede quindi a:

  • comunicare al richiedente la decisione motivata relativa alla sua domanda;
  • in caso di accoglimento della richiesta, a trasmettere la documentazione richiesta contestualmente (salvo il diverso termine previsto dall’art. 5, c. 6, nel caso di opposizione di uno o più controinteressati);
  • in caso di rifiuto della richiesta, a comunicare le ragioni del diniego e contestualmente indicare i mezzi di riesame e di ricorso giurisdizionale esperibili.

La competenza a decidere se accogliere o meno una richiesta di accesso generalizzato è attribuita all’ufficio che detiene i dati o i documenti richiesti

Riesame

Ai sensi dell’art. 5, c. 7, d.lgs. n. 33/2013, “nei casi di diniego totale o parziale dell’accesso o di mancata risposta entro il termine (…), il richiedente può presentare richiesta di riesame al responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza

Il responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza decide con provvedimento motivato entro il termine di venti giorni.

Nel caso in cui i dati o documenti richiesti siano detenuti dal responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza, che dunque è competente a decidere in sede di prima istanza, la dott.ssa Marina Cardona è competente a decidere sulle domande di riesame.

L’Ufficio competente per il riesame deve essere indicato al richiedente in caso di rifiuto totale o parziale della richiesta.

 

Ultimo aggiornamento: 17 Novembre 2017